La città di Ragusa può vantare origini antichissime. La collina di Ibla fu infatti abitata già dal XIV secolo a.C. dai Siculi che lasciarono numerosi reperti archeologici nella zona (tombe a forno, grotticelle scavate nella roccia. etc…).
Da questa città passarono greci, romani, dalmati, bizantini, arabi, nonrnanni e aragonesi, i quali, tutti, hanno contribuito a forgiare un retrotenra culturale di spessore. La città venne pressoché distrutta dal terribile terremoto che nel 693 colpì tutta la Sicilia centro-orientale.
La ricostruzione iniziò quasi subito “partorendo” due città; in effetti i nobili (sangiorgiani) preferirono ricostruire sullo stesso luogo dove sorgeva prima, mentre la borghesia (sangivannari) volle costruire sulla vicina collina di Patro.
È per questo che la Ragusa che noi conosciamo è caratterizzata da due nuclei urbani (autonomi fino al 1926) praticamente distinti: presso lo sperone orientale è anroccata Ibla che ha caratteristiche topografiche ed urbanistiche di matrice mediovale, mentre ad occidente (collina di Patro) si sviluppa Ragusa, caratterizzata da un impianto più modemo e da una maggiore regolarità planimetrica accentuata dagli ampi assi ortogonali.
La ricostruzione, che utilizzò i materiali offerti dalla natura stessa dei luoghi (basalto lavico e pietra bianca locale), dette vita a quei gioielli del “barocco fiorito” che, unico perché ricco di una sorta di gioiosa fantasia, nel 2002 è stato riconosciuto dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità.

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